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6 settembre 2010

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All'orizzonte di Termini... ancora nulla

Su Termini Imerese, Fiat, con le parole del suo presidente, Luca Cordero di Montezemolo,  ribadisce "la totale disponibilità a collaborare" per trovare una soluzione. Per il presidente del Lingotto si "potrà valutare la possibilità di un investimento piccolo in presenza di una soluzione seria e siamo disposti, sempre in presenza di un'offerta seria, a mettere a disposizione a costo zero lo stabilimento di chi sarà scelto dal Governo, come già scritto dall'a.d. Marchionne in una lettera al ministro Scajola".
Nei giorni scorsi, a margine del Salone dell'auto di Ginevra, Montezemolo ha confermato la parziale apertura di Fiat per salvaguardare l'impianto siciliano e la maggior parte dei posti di lavoro nel settore auto. Montezemolo ha detto "di non sapere niente sulle offerte ricevute dal Governo" rispetto a Termini e ha definito "una priorità trovare una soluzione per lo stabilimento siciliano". "I lavoratori di Termini rappresentano una priorità - ha rilevato Montezemolo - l'Italia sta in piedi grazie alle imprese e a chi ci lavora, operai che non evadono le tasse e producono. Dobbiamo anche a loro se siamo usciti dalla crisi".
Montezemolo ha però aggiunto che "dobbiamo anche fare fronte a un mercato difficile. In questo ambito abbiamo preso una coraggiosa decisione, quella di portare a Pomigliano la Panda, un modello dai grandi volumi". Infine il presidente Fiat ha ribadito che il 21 aprile sarà presentato il piano industriale del gruppo che include anche Chrysler. "Andiamo avanti con grande calma e determinazione".

Dal Salone dell'auto di Ginevra, ha parlato anche di Termini Imerese l'amministratore delegato di Fiat Sergio Marchionne. "Quello che mi dispiace veramente è che tutta questa storia la stiano vivendo sulla loro pelle i lavoratori di Termini. Invito tutti quanti a fare dei discorsi seri e precisi per aiutarli a uscire da questo problema, la Fiat farà quello che è necessario per traghettare l'azienda e portarla da un'altra parte". "Non voglio aggiungere niente - ha detto infine Marchionne -, è un problema che sta diventando da un punto di vista mediatico difficile da gestire. Andiamo ad aggiungere pezzettini e cerotti a un discorso che era di una semplicità e chiarezza incredibili".
Marchionne ha poi ribadito di non essere a conoscenza di nessuna delle proposte di cui ha parlato il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola.

Sempre dal Salone automobilistico svizzero si ha poi avuto notizia che i francesi dei marchi Peugeot-Citroen non sono interessati a Termini. A dirlo è stato il direttore generale dei due marchi, Jean-Marc Gales. "Termini Imerese non ci interessa. L'ultima cosa di cui abbiamo bisogno è una nuova fabbrica. Tutti i costruttori oggi hanno un problema di sovracapacità, soprattutto in Europa. Se vorremo fare una macchina elettrica in Europa troveremo una fabbrica dove farla".  Gales ha poi aggiunto che "Termini Imerese dal punto di vista logistico non è certo ottima. Oggi prima di costruire un nuovo stabilimento bisogna stare molto attenti, innanzi tutto a che abbia un senso e poi ad essere vicini ai mercati dove si vende. Perché fabbriche di auto in vendita ce ne sono tante". Comunque, secondo Gales, "per non chiudere Termini Imerese e salvaguardare gli occupati l'idea di farne un polo per l'auto elettrica potrebbe essere una soluzione. Ma se non sarà un polo per la Fiat chi rimane? Forse indiani e cinesi potrebbero essere interessati perché hanno bisogno di una base in Europa".

I sindacati il governno e il "tavolo tecnico" - Il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, dal palco del XV congresso della Uil ha detto di volere risposte chiare sul futuro degli operai siciliani: "Non ho problemi se su Termini Imerese il ministro lancia un bando internazionale o dice di avere 15 proposte ma il ministro dica anche cosa pensa che dovrà essere in futuro Termini Imerese e lo stesso faccia per Alcoa e Merloni. Senza una politica industriale ci si trova a subire le scelte delle multinazionali". E, comunque, "le crisi aziendali non possono essere risolte solo con lo stellone o la cassa integrazione".
"Il fatto che Fiat non voglia mollare su Termini Imerese mi sembra un passo avanti nella direzione giusta" ha poi aggiunto il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti. Rispetto al tavolo convocato per venerdì "mi aspetto di sapere dal governo se ci sono progetti industriali seri", ha aggiunto Angeletti.
E proprio per quel che riguarda il tavolo tecnico di domani, il ministro Claudio Scajola ha detto che non sarà un "tavolo ultimativo per il futuro di Termini Imerese". "È un percorso - ha spiegato Scajola - che stiamo portando avanti nel tempo necessario per esaminare le offerte che sono pervenute e su altre, che ci auguriamo pervengano. Abbiamo tempo - ha rilevato Scajola - perchè la produzione a Termini Imerese proseguirà fino al 2011".
Il ministro si è augurato, tra l'altro, che "i prodotti che sono oggi fabbricati a Termini Imerese, avendo successo, possano far crescere la produttività. Ma - ha proseguito - nel frattempo stiamo cogliendo le opportunità possibili, compresa la disponibilità della Fiat di accedere allo stabilimento e anche di poter intervenire su qualche progetto". Scajola ha poi ribadito che domani ci sarà l'incontro che "facciamo come tavolo tecnico e sicuramente non è ultimativo. È uno - ha concluso - dei percorsi che stiamo portando avanti, una tappa per rendere trasparente l'operazione che stiamo cercando di portare a compimento. Ma non è che il 5 marzo si decide su Termini Imerese".

[Informazioni tratte da ANSA, La Siciliaweb.it, Adnkronos/Ing]


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